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In questi giorni ho pensato al fatto che ognuno di noi ha un obiettivo nella vita: quando nasciamo veniamo su questo pianeta per uno scopo ben preciso. La cosa incredibile è che siamo tutti esseri umani diversi, con interessi diversi, sentimenti diversi e tutte le esperienze che facciamo ci servono per crescere e per determinare ancora di più chi siamo veramente. Perché tendiamo invece ad omologarci tutti? Perché l'uomo è un animale sociale e vuole farsi accettare dal gruppo. Anche nel mondo animale chi è "diverso" viene lasciato indietro, emarginato, abbandonato. Riflettevo sulle fiabe e favole che leggiamo ai nostri bambini: parlano tutti di protagonisti non omologati, di personaggi che vivono mille sfide, che partono svantaggiati per poi riscattarsi. E allora perché poi educhiamo i giovani a pensare tutti allo stesso modo? Perché non difendiamo la creatività, l'unicità di ogni singolo alunno, la capacità di esprimere se stessi utilizzando tutta la tavolozza di colori? L'essere umano ha paura di mostrarsi per quello che è, perché teme di non farcela al di fuori del gruppo. La cosa straordinaria però, che sta accadendo proprio in questi ultimi anni, è che si sta ribaltando questo sistema limitato: non regge più lo schema basato sul profitto, sulla perfezione estenuante, sulla falsa felicità. Ognuno di noi adesso sente una forza in più, che lo spinge a non aver paura di mostrarsi per quello che è, non avere il timore di sbagliare, perché lo sbaglio non esiste, esistono solo esperienze di vita che ci fanno crescere e dalle quali noi impariamo, evolvendoci. Se tutti noi la smettessimo di criticare, di sentenziare, odiare ed invidiare, questo mondo sarebbe un posto libero, dove le persone sarebbero felici veramente. La diversità è una risorsa preziosa: abituiamo fina piccoli i nostri ragazzi! Spieghiamo loro che l?unicità è la cosa più preziosa. Ognuno di noi dovrebbe aver cura di se stesso, rispettarsi e valorizzare ogni singolo aspetto che lo contraddistingue. Ecco delineato il mio programma scolastico di quest'anno: infondere nei miei alunni il coraggio di essere sé stessi, insegnando loro a non giudicare chi si ha affianco, ma soprattutto abbandonando il giudizio che abbiamo di noi stessi, perché se non impariamo ad amarci e a perdonarci, non saremo mai liberi, ma schiavi dell'idea che gli altri, la società e il sistema, pretendono da noi. Non siamo marionette, non abbiamo fili, o binari su cui correre. Ognuno ha la libertà di poter plasmare la propria vita come meglio SENTE, affinché TUTTI possano farlo... perché siamo essere umani e non robot.